All’Università della terza età non suona una campanella frettolosa, ma il tempo lento della curiosità che torna a fiorire come una rosa. C’è chi rincorre parole lontane tra i suoni morbidi dell’inglese, e chi fa vibrare corde arcane di chitarra, tra accordi e sorprese. Nei colori che danzano in pittura si specchia un tramonto mai finito, mentre la ceramica con cura plasma la terra e il suo respiro antico. Sul palco il teatro accende luci, regala voci, gesti e memoria; tra fili intrecciati all’uncinetto, piccoli sogni cuciti nella storia. Il diritto racconta regole e giustizia, la filosofia domanda “perché?”, e in storia dell’arte ogni bellezza è notizia di mani e pensieri che parlano a sé. Così tra libri, colori e armonia si impara ancora, con dolcezza e ardore: non è l’età che spegne la via, ma la curiosità che tiene acceso il cuore.