La Leggenda di Giorgio e l'Agonia del Lago dei Cigni

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La Leggenda di Giorgio e l'Agonia del Lago dei Cigni
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@fabrizio sperduti basi karaoke

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Tutti, lungo le sponde, lo conoscevano come Giorgio "il grillo parlante". Il soprannome non era casuale: non c'era montatura, colore dell'ondulante o tecnica di recupero su cui non avesse un consiglio da dare. Dispensava saggezza piscatoria a destra e a manca, che gli fosse richiesta o meno, tenendo compagnia a chiunque pescasse nel raggio di venti metri.
​Il suo campo di addestramento prediletto era il Lago Le Mole, dove conosceva ogni singola buca e corrente. Ma la vera prova del fuoco, quella che separava i semplici pescatori dai maestri della "trout area", era un'altra: il famigerato Lago dei Cigni, da tutti ribattezzato con un brivido di terrore "l'agonia". Un nome, un programma. Acqua piatta, trote apatiche, diffidenti come spie, e giornate intere passate a fissare il vettino senza vedere una mangiata.
​Ma arrivò il giorno della grande gara sociale. Il freddo tagliava la faccia e l'Agonia del Lago dei Cigni sembrava più spietata che mai. I garisti imprecavano a mezza voce, cambiando esche in continuazione senza alcun risultato.
​Giorgio, invece, era stranamente silenzioso. In mano stringeva la sua arma segreta: una canna da pesca Reins, un vero e proprio fioretto in carbonio, leggera come una piuma e sensibile come un sismografo. Con movimenti lenti e calcolati, faceva danzare la sua piccola esca sul fondo, sentendo ogni minima vibrazione trasmessa dal filo.
​E all'improvviso, la magia. Mentre il resto del lago collezionava sonori "cappotti", la Reins di Giorgio si piegò. Poi ancora. E ancora. Il grillo parlante aveva trovato la frequenza giusta e pescò tante trote da far sgranare gli occhi ai veterani del posto. Le guadinava una dopo l'altra, con una precisione chirurgica.
​Al momento della pesa finale non ci fu storia. Il tabellone parlava chiaro: Giorgio aveva stracciato la concorrenza.
​E come vuole la più nobile, sacra e ruspante tradizione delle gare di pesca di provincia, niente coppe di plastica a prender polvere sulla mensola. Giorgio "il grillo parlante" salì sul gradino più alto del podio e, con un sorriso a trentadue denti, sollevò al cielo il trofeo definitivo: vince i prosciutti, due cosce stagionate meravigliose, consacrando per sempre il suo nome nelle leggende del Lago dei Cigni.
Musikstil
Traditional Folk, Anger, Male Voice, 80-120 BPM

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