Songteksten
Tutti, lungo le sponde, lo conoscevano come Giorgio "il grillo parlante". Il soprannome non era casuale: non c'era montatura, colore dell'ondulante o tecnica di recupero su cui non avesse un consiglio da dare. Dispensava saggezza piscatoria a destra e a manca, che gli fosse richiesta o meno, tenendo compagnia a chiunque pescasse nel raggio di venti metri.
Il suo campo di addestramento prediletto era il Lago Le Mole, dove conosceva ogni singola buca e corrente. Ma la vera prova del fuoco, quella che separava i semplici pescatori dai maestri della "trout area", era un'altra: il famigerato Lago dei Cigni, da tutti ribattezzato con un brivido di terrore "l'agonia". Un nome, un programma. Acqua piatta, trote apatiche, diffidenti come spie, e giornate intere passate a fissare il vettino senza vedere una mangiata.
Ma arrivò il giorno della grande gara sociale. Il freddo tagliava la faccia e l'Agonia del Lago dei Cigni sembrava più spietata che mai. I garisti imprecavano a mezza voce, cambiando esche in continuazione senza alcun risultato.
Giorgio, invece, era stranamente silenzioso. In mano stringeva la sua arma segreta: una canna da pesca Reins, un vero e proprio fioretto in carbonio, leggera come una piuma e sensibile come un sismografo. Con movimenti lenti e calcolati, faceva danzare la sua piccola esca sul fondo, sentendo ogni minima vibrazione trasmessa dal filo.
E all'improvviso, la magia. Mentre il resto del lago collezionava sonori "cappotti", la Reins di Giorgio si piegò. Poi ancora. E ancora. Il grillo parlante aveva trovato la frequenza giusta e pescò tante trote da far sgranare gli occhi ai veterani del posto. Le guadinava una dopo l'altra, con una precisione chirurgica.
Al momento della pesa finale non ci fu storia. Il tabellone parlava chiaro: Giorgio aveva stracciato la concorrenza.
E come vuole la più nobile, sacra e ruspante tradizione delle gare di pesca di provincia, niente coppe di plastica a prender polvere sulla mensola. Giorgio "il grillo parlante" salì sul gradino più alto del podio e, con un sorriso a trentadue denti, sollevò al cielo il trofeo definitivo: vince i prosciutti, due cosce stagionate meravigliose, consacrando per sempre il suo nome nelle leggende del Lago dei Cigni.
Stijl van muziek
Traditional Folk, Anger, Male Voice, 80-120 BPM