Lyrics
Quaranta tacche sul calendario,
una linea sottile che divide il tempo.
Non è un peso, è solo il punto in cui il diario
inizia a scrivere un capitolo diverso, senza alcun tormento.
Alessio, le scarpe che hai consumato
hanno segnato le mappe di strade mai cercate,
ogni errore è stato un filtro, un setacciato
che lascia solo l'oro delle cose imparate.
È il giro di boa, il respiro che si fa largo,
quaranta giri di sole, un bagaglio che pesa il giusto.
Non contare gli anni, conta quanto sei stato parco
nel negarti le attese, nel seguire ogni gusto.
Tanti auguri, che la rotta sia ancora vasta,
che il mare calmo non ti sembri mai abbastanza.
Non è la giovinezza che se ne va in silenzio,
è il rumore di fondo che finalmente si placa.
Hai visto albe spettinate da un vento convulso
e notti che chiedevano scusa, senza una placca.
Alessio, guarda l'orizzonte, non è lontano,
è solo il riflesso di quello che hai già costruito,
tieni stretto il presente, lascialo andare piano,
è un regalo che resta, anche quando è finito.
È il giro di boa, il respiro che si fa largo,
quaranta giri di sole, un bagaglio che pesa il giusto.
Non contare gli anni, conta quanto sei stato parco
nel negarti le attese, nel seguire ogni gusto.
Tanti auguri, che la rotta sia ancora vasta,
che il mare calmo non ti sembri mai abbastanza.
Quaranta.
Un numero, o forse un punto d'inizio.
Alessio, accendi la luce,
il meglio non è il ricordo,
è quello che inizia adesso.