Lyrics
Sono tempesta
che squarcia i cieli
Un seggio di cenere,
un taglio nell’eternità,
un nome caduto
che tregua non ha.
Cammino tra i cocci
di ciò che fu ieri,
perduto tra ghiaccio
e pensieri stranieri.
La maledizione
mi insegue ancora,
la sento in ogni vita
che s’innamora.
Vedo l’umanità dormire
sulle macerie del mio giuramento,
ogni respiro ricorda una lama.
In me l’abisso
da sempre mi chiama.
Io, dio della distruzione,
sono rinato a metà
In questa carne fragile
sento urlare l’infinità.
Nato soltanto per gridare addio
Tra il fango mortale
e l’aura di un dio
Trema il mondo nel silenzio,
se lo anniento sarò libero?
Irkalla, eco spezzata di un dio,
tra le mani
il peso vivo dell’addio,
ma dentro le vene
un mare antico
esige il tributo
al peggiore nemico.
Ricordo la voce
che mi chiamava nel buio:
le sue promesse
come stelle nel mio pugno.
Irkalla, dio della fine, rinato a metà
in questo corpo fragile
ribolle la verità.
Irkalla, cenere e luce,
il cielo tra le dita,
sangue che sgorga
da un’antica ferita.
Un solo bacio dissolve l’inferno
Uno sguardo soltanto corregge l’eterno
Se il destino pretende
un ultimo scempio
Offro la mia paura
sull’ara del tempio
Ridicolo che il sovrano della morte
Tema la natura della propria sorte
Tra i cieli in fiamme
e la terra sfinita
Scelgo il dolore
in cui esplode la vita
Irkalla, padrone di cenere e luce,
lama di fiamma
che al cuore conduce
Custodisco il voto
oltre la distruzione
Salvo l’amore
dalla mia maledizione
Irkalla, dio della fine
rinato a metà
in questo corpo fragile
ora vedo l’umanità.
Style of Music
Nostalgia, mysterious, Male Voice, 80-120 BPM