Festa d’addio

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Zenét készítette: Paolo Casano Suno AI

Festa d’addio
v4

@Paolo Casano

Festa d’addio
v4

@Paolo Casano

Dalszöveg
[Verse 1]
Stasera il tavolo è pieno di bicchieri e promesse,
la gomma delle scarpe lascia segni sul pavimento.
Tu ridi forte, con gli occhi lucidi,
e io faccio finta che domani sia un pensiero lontano.
Fuori il locale trema sotto il vento di mare,
dentro c’è un coro che sa già il nostro nome.
La torta si spacca, qualcuno batte le mani,
e il cuore dice piano: non sarà per sempre.

[Pre-Chorus]
Ma stanotte bruciamo il tempo,
come carta tra le dita,
e se arriva la fine,
la trova già vestita.

[Chorus]
Balliamo ancora, ancora,
finché la notte si consuma,
balliamo ancora, ancora,
con questa voglia che profuma.
Se è l’ultima festa, la faccio tremare,
se è l’ultima festa, la faccio cantare,
balliamo ancora, ancora,
ancora, ancora, fino a crollare.

[Verse 2]
Sul bancone restano fette di limone e risate,
le sedie storte sembrano gente che non vuole andare.
Tu mi stringi il polso come fosse una promessa,
e io ti dico: “resta così, resta così”.
La nonna in foto guarda tutto da una cornice,
pare sapere che certi abbracci fanno male.
Qualcuno apre la porta, entra l’aria del mattino,
ma nessuno si muove, nessuno si arrende.

[Pre-Chorus]
Perché stanotte è una lama,
e ci taglia via il domani,
ma lascia sopra la pelle
il sapore delle mani.

[Chorus]
Balliamo ancora, ancora,
finché la notte si consuma,
balliamo ancora, ancora,
con questa voglia che profuma.
Se è l’ultima festa, la faccio tremare,
se è l’ultima festa, la faccio cantare,
balliamo ancora, ancora,
ancora, ancora, fino a crollare.

[Bridge]
E se domani ci trova diversi,
con le tasche vuote e i sorrisi persi,
io ti riconosco lo stesso,
tra mille silenzi e lo stesso addio.
Porta con te questa stanza che vibra,
questo bicchiere, questa febbre viva,
che un cuore si salva anche solo per poco
se ha amato forte, se ha ballato poco.

[Chorus]
Balliamo ancora, ancora,
finché la notte si consuma,
balliamo ancora, ancora,
con questa voglia che profuma.
Se è l’ultima festa, la faccio tremare,
se è l’ultima festa, la faccio cantare,
balliamo ancora, ancora,
ancora, ancora, fino a crollare.

[Outro]
Ancora, ancora,
con gli occhi pieni di luna,
ancora, ancora,
la fine ha la nostra fortuna.
A zene stílusa
Neomelodic ballad with dramatic piano and aching violin, male vocals, glossy yet street-level arrangement, slow-burning 6/8 pulse, accordion-like synth swells under a wide Italian pop melody, strings that cry in the pre-chorus and surge into a hands-in-the-air chorus, big emotional lift on the final refrain

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