Ospite inattesa nel pancione materno condannata per questo a un quotidiano inferno. Assetata d’amore e comunque mai amata bisognosa di attenzioni, ma soltanto sopportata.
Da quando sono nata mi sento dal profondo spettatrice inadeguata delle cose del mondo. Appoggiata al finestrino vedo scorrere davanti la mia vita e il mio destino intangibili e distanti .
Ho spalancato il cuore avevo sedici anni ho conosciuto gli uomini per medicar gli affanni. Ho conosciuto gli uomini con rabbia e per dispetto credendo fosse amore, ma eran cose di letto.
Uno sull’altro, trascino i giorni miei scomparire per sempre è quello che vorrei. Ogni volta che respiro aumenta la distanza da quello che mi aspetta fuori da questa stanza.
Un giorno dopo l'altro mi sento sempre male la vita è una dose di droga artificiale. Tortura quotidiana la mia tossicità di vigliacca tremolante, che smettere non sa.
Sono innocente, perché chiedere perdono? Non mi sento esclusa, semplicemente lo sono! La mia anima fragile vuole fuggire via, sono un vaso di cristallo in un’elefanteria!