Lời bài hát
# **IL PAZZO**
**[INTRO – parlato]**
Mi disse il mio amico pazzo:
“Fratello… siamo tutti pazzi.
Solo che alcuni sono più bravi
a nasconderlo.”
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**[STROFA 1]**
Siamo tutti pazzi, ma nessuno lo ammette,
copriamo le ferite sotto giacche perfette.
Ci mettiamo una maschera per stare nel branco,
poi torniamo a casa e ci sentiamo più stanchi.
Io invece mostro tutto ciò che voi nascondete,
i miei difetti, le paure, le mie crepe imperfette.
I denti gialli e storti, la mia lingua, il mio accento,
non cambio la mia faccia per comprare un complimento.
Affronto questa società senza niente da perdere,
e se avessi qualcosa… sarei pronto anche a perderla.
Voi avete poco, ma quel poco vi incatena,
vivete tutta una vita con la paura della pena.
Io preferisco essere vero e sembrare un folle
che vivere da falso dentro un vestito che non mi vuole.
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**[RITORNELLO]**
Chiamatemi pazzo, chiamatemi diverso,
io almeno sono vero mentre voi avete perso
la libertà di essere ciò che siete veramente,
per un applauso finto, per piacere alla gente.
Non voglio la vostra corona,
non voglio la vostra approvazione.
Se per essere libero devo sembrare pazzo,
allora sì…
**sono pazzo secondo la vostra definizione.**
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**[STROFA 2]**
L'anno scorso volevate farmi filosofo, pensatore,
mettermi addosso un'etichetta per darmi un valore.
Io vi ho risposto: “No, non sono quello che decidete,
io voglio essere un uomo, non il personaggio che volete.”
Non sono un filosofo, non sono un profeta,
non sono una figura costruita dalla vostra etichetta.
Sono un essere umano con difetti e contraddizioni,
con rabbia, con paura, con mille imperfezioni.
Perché se non sono come voi avete stabilito,
allora non ho diritto a parlare? A vivere? A respirare?
Devo diventare quello che vi fa stare tranquilli
per meritare una voce tra milioni di profili?
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**[BRIDGE – lento]**
Accettare l'altro…
ma solo se è uguale a noi.
Accettare i difetti…
ma solo quelli che non disturbano.
Questa non è libertà.
È una prigione senza sbarre.
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**[STROFA 3 – più intensa]**
Io non cerco applausi, potete tenerveli stretti,
non mi servono consensi per accettare i miei difetti.
Sono immerso nel fango, ma almeno è il mio fango,
non quello che avete scelto per farmi stare al vostro fianco.
E mentre voi recitate la parte del normale,
io cammino storto, ma cammino naturale.
Con la mia voce, la mia faccia, la mia imperfezione,
preferisco un insulto sincero a una falsa approvazione.
Non avete il diritto di costruirmi a vostro piacimento,
io non sono una statua, sono carne e movimento.
E se la mia libertà vi sembra follia,
allora forse il problema…
**non è la mia pazzia.**
Io sono pazzo.
Ma almeno lo so.
Voi invece…
passate una vita intera
a nascondere chi siete
per paura che il mondo
lo scopra.
E questa…
questa è la vera follia.
La vita con voi è un assurdo.
Un assurdo.
Un assurdo.