Ci sono silenzi che nessuno riesce a capire, sguardi che chiedono solo di essere accolti. Poi arriva una presenza semplice, un respiro caldo, un cuore che non giudica.
Tra i banchi di scuola nasce il coraggio di fidarsi, un contatto leggero diventa un ponte verso il mondo.
E senza rumore qualcosa cambia dentro, come luce che entra piano.
Non servono parole perfette, a volte basta restare. Uno sguardo che incontra il tuo e il cuore ricomincia a respirare. Perché la cura, a volte, non si spiega, non ha una voce né un perché… la cura, a volte, è qualcuno che resta con te.
Nelle stanze delle RSA dove il tempo sembra rallentare, una carezza riaccende ricordi e ritorna la voglia di accudire, di sentirsi importanti per qualcuno.
Una mano che smette di tremare, un sorriso che torna piano, la vita che non fa più paura se accanto c’è qualcuno. Ritornello finale (aperto) Non servono parole perfette, a volte basta restare. Un cuore che torna a sentirsi vivo può ancora imparare ad amare. Perché la cura non è una medicina, non è una spiegazione che sai… la cura, a volte, è qualcuno che resta…