Текст песни
S’allarga il vento sulle falangi in marcia,
argento di scudi, tamburi, la brace.
Roma avanza con l’orgoglio d’acciaio,
ma Sparta risponde col ferro e col guaio.
Ecco Licari Leonida, luce e furore,
guidar la schiera col cuore e onore.
Accanto a lui Bulbi, fiero tra i primi,
spada alzata, nel petto rapidi crismi.
E Lello, con lo sguardo d’acciaio e fuoco,
marcia saldo, nullo in lui è fuor di gioco.
Non teme la notte, non sente il tremore:
ogni passo è promessa, ogni urlo è ardore.
“Roma cadrà sotto la nostra onda,
Sparta risorgerà, feroce e profonda.”
Sul Foro avanzano: cielo in fiamme,
l’aquila romana cade tra urne e brame.
Bulbi squassa lo scudo, con ruggito greve,
Lello fendé legionari, in rapida leve.
Licari avanza tra le file nemiche,
fulmine incarnato nelle spire antiche.
E fu così che Roma piegò il capo,
tra scudi spezzati e sangue scampato.
Sparta trionfante alzò il suo lapillo:
“Vinta è l’aquila, rinasce il vecchio squillo.”
Tra le rovine, il nome riecheggiò:
Leonida, Bulbi, Lello nel coro.
E lungo i secoli, chi ode questo canto
ricorderà Sparta, il suo remoto vanto.