Letra da música
[Intro]
Nel borgo di provincia, sotto un cielo color rame,
viveva un grande cuore con il nome di Giovanni.
[Verse 1]
Giovanni avea spalle larghe come porte di palazzo,
quando passava in piazza tremava pure il selciato,
portava un panciotto stretto e un cappello un po’ inclinato,
ma negli occhi custodiva un sentimento delicato.
Sara cuciva rose sopra un fazzoletto bianco,
seduta alla finestra col tramonto lì accanto,
lo amava senza misura, con pudore e con ardore,
ché sotto quella mole batteva un vero cuore.
[Chorus]
Oh Giovanni, mio gigante buono,
per te attraverserei il mondo e ogni suo tuono,
se il tuo cappotto non passa dal portone,
lo allargheremo insieme, con pazienza e devozione.
Oh Sara, mia stella gentile,
con te persino il peso pare lieve e sottile,
che sia grande il corpo o grande la passione,
noi due staremo stretti dentro la stessa canzone.
[Verse 2]
Il parroco osservava con severa meraviglia:
“Per la navata, figlioli, serve forse una quadriglia.”
La zia misurò la panca, il sarto misurò il fiato,
ma Sara rise piano: “L’amore non va pesato.”
Giovanni le promise una carrozza tutta nuova,
ma il povero cavallo fece un passo e poi non prova.
Così andarono a piedi, tra i gelsi e il campanile,
con lui largo sulla strada e lei felice e giovanile.
[Chorus]
Oh Giovanni, mio gigante buono,
per te attraverserei il mondo e ogni suo tuono,
se il tuo cappotto non passa dal portone,
lo allargheremo insieme, con pazienza e devozione.
Oh Sara, mia stella gentile,
con te persino il peso pare lieve e sottile,
che sia grande il corpo o grande la passione,
noi due staremo stretti dentro la stessa canzone.
[Bridge]
Nel milleottocento, tra merletti e candele,
si giurarono fedeltà con mani calde e sincere.
La gente fece spazio, spostò sedie e tavolini,
perché un amore così grande non entrava nei confini.
[Verse 3]
Sara cucì per lui un abito color vino,
con dodici bottoni e un ricamo sopraffino.
Giovanni le donò un anello senza gemma,
“Vale più il nostro amore di una corona o di un emblema.”
Da allora nel paese, quando scendeva la sera,
si sentiva una risata dietro la vecchia ringhiera.
E chi chiedeva: “Come fate a star così vicini?”
Rispondeva Sara: “Ci facciamo più grandi, non più piccini.”
[Final Chorus]
Oh Giovanni, mio gigante buono,
sei la casa, sei il riparo, sei il mio perdono,
se il mondo sembra stretto e manca respirazione,
noi allarghiamo il cuore, non la sola abitazione.
Oh Sara, mia stella gentile,
con te ogni difficoltà diventa un aprile,
che sia grande il corpo o grande la passione,
Giovanni e Sara insieme, per sempre in una canzone.
[Outro]
Nel borgo ancora narrano, con dolce commozione,
che l’amore più sincero non conosce dimensione.
Estilo de música
ballata italiana romantica dell’Ottocento, valzer lento da salotto, pianoforte verticale, archi leggeri, clarinetto malinconico, chitarra classica discreta, atmosfera teatrale e affettuosa, voce maschile calda con ritornello femminile in risposta, arrangiamento acustico d’epoca, dinamica da serenata intima a finale gioioso