tekst piosenki
Strofa 1
Nell'arena di Fano, tra polvere e gloria,
Marciano i Galli, si scrive la storia.
Davios, il prode, con l'elmo lucente,
Sguardo fisso, non teme più niente.
Sguaina il ferro per l'urlo di guerra,
Il fiero Senone che calpesta la terra...
Ritornello
Ma il ferro di Davios ha messo le ali,
Volando più in alto dei falchi reali!
Voleva l'urlo, stringeva il metallo,
Ma la spada è sfuggita al pugno del Gallo!
O lama volante che uccide i Romani,
Sconfigge l'Impero... ma senza le mani!
Strofa 2
Lui resta lì, con la mano nel vento,
Senza l'acciaio, nel gran monumento.
La lama d'un tratto ha preso la via,
Fuggendo la lotta, per l'aria, in balia.
Non era un'arma, era un uccello d'argento,
Che odiava Davios in quel preciso momento!
Ritornello
Ma il ferro di Davios ha messo le ali,
Volando più in alto dei falchi reali!
Voleva l'urlo, stringeva il metallo,
Ma la spada è sfuggita al pugno del Gallo!
O lama volante che uccide i Romani,
Sconfigge l'Impero... ma senza le mani!
Ponte
Si ferma la sfilata, si tace il tamburo,
Il fiero guerriero non è più sicuro...
Tra tutte le schiere si alza un sussurro:
**«Il grande Davios ha le mani di burro!»**
Outro
(La musica rallenta tra le risate del pubblico)
Davios! La spada! Ah ah ah! Che figura! Viva