Ci sono silenzi che nessuno riesce a capire, sguardi che chiedono solo di essere accolti. Poi arriva una presenza semplice, un respiro caldo, un cuore che non giudica. Tra i banchi di scuola nasce il coraggio di fidarsi, un contatto leggero diventa un ponte verso il mondo. Nelle stanze delle RSA dove il tempo sembra rallentare, una carezza riaccende ricordi e ritorna la voglia di accudire, di sentirsi importanti per qualcuno. Non servono parole perfette. A volte basta restare. Uno sguardo che incontra il tuo, una mano che smette di tremare, un cuore che torna a sentirsi vivo. Perché a volte la cura non è una medicina, non è una spiegazione. A volte la cura è qualcuno che resta.