piazza

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Muzyka utworzona przez Luigi Russo za pomocą Suno AI

piazza
v4

@Luigi Russo

piazza
v4

@Luigi Russo

tekst piosenki
La piazza è sempre la stessa
con i sampietrini storti e il bar all’angolo,
due panchine stanche, una fontana che tossisce
e il campanile che segna un’ora che non passa mai.
Io ci torno piano, senza far rumore,
come si torna in un posto che ti conosce troppo bene.

C’è l’odore del caffè bruciato
e le carte che battono sul tavolino,
le stesse facce un po’ più piegate
a raccontarsi bugie per sentirsi vivi.
Io ascolto e sto zitto,
che a parlare mi stanco prima del fiato.

Negli anni Ottanta avevo il mondo in tasca,
un giubbotto leggero e nessuna prudenza,
le canzoni urlate da una radio gracchiante
e l’idea sciocca che bastasse volerlo davvero.
Credevamo che il tempo fosse un’opinione,
una cosa che capitava sempre agli altri.

Sognavamo città con nomi stranieri,
rivoluzioni fatte di parole giuste,
amori eterni consumati in fretta
sui gradini freddi dietro la chiesa.
E la piazza era il centro dell’universo,
non solo un posto dove aspettare sera.

Ora la guardo da uomo disilluso,
con le tasche più piene e il cuore più leggero,
ho imparato che non tutto si aggiusta
e che certi treni passano senza fermarsi.
La vita non chiede permesso,
ti insegna a perdere con molta eleganza.

Gli amici di allora sono fotografie sbiadite,
qualcuno è rimasto, qualcuno è sparito,
qualcuno ha vinto senza sapere perché,
qualcuno ha perso seguendo le regole.
Io sono rimasto a metà del discorso,
come una frase che non trova il verbo giusto.

Eppure in questa piazza di paese
c’è una strana forma di perdono,
ti accetta anche se non sei diventato
quello che avevi promesso a vent’anni.
Ti offre una panchina e un po’ di silenzio
per fare pace con quello che sei.

Così resto seduto finché viene sera,
mentre le luci si accendono una a una,
non ho più sogni da gridare forte
ma ricordi che parlano piano.
E capisco, senza farne una vittoria,
che crescere è restare… anche quando volevi andare.
Styl muzyki
Pop

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