Songteksten
Come è zoppa Venezia, dice il vecchio Marietto,
con il bastone consumato e il cappello un po' stretto,
ogni mattina parte piano, con pazienza e dignità,
ma tra calli e ponticelli sembra un'impresa d'aldilà.
Vuol passare per la strada, ma davanti c'è un plotone,
di turisti in formazione con lo sguardo sul telefon',
uno si ferma, l'altro gira, uno indietro e uno va,
e Marietto scuote il capo: "Ma che gran difficoltà!"
Ritornello
Come è zoppa Venezia, come è lenta ormai,
tra le foto e i selfie-stick non si passa quasi mai,
Marietto cerca un varco ma nessuno se ne accorgerà,
e il suo bastone batte il tempo della sua necessità.
Come è zoppa Venezia, canta lui così,
tra i canali e tra le pietre consumate da secoli,
ma nel cuore dei veneziani una speranza nascerà,
perché chi cade cento volte poi si rialzerà.
Strofa 2
Deve andare all'ospedale per la visita annuale,
ma sul ponte c'è una folla da concerto nazionale,
c'è chi ride, chi si gira, chi fotografa un gabbian,
e lui resta intrappolato come fosse un marzian.
Poi al Mercato di Rialto va a comprare il baccalà,
ma la strada è diventata una curiosa novità,
tutti fermi ad immortalare ogni muro e ogni balcon,
e Marietto pensa piano: "Mi verrà un infartòn!"
Ritornello
Come è zoppa Venezia, come è lenta ormai,
tra le foto e i selfie-stick non si passa quasi mai,
Marietto cerca un varco ma nessuno se ne accorgerà,
e il suo bastone batte il tempo della sua necessità.
Come è zoppa Venezia, canta lui così,
tra i canali e tra le pietre consumate da secoli,
ma nel cuore dei veneziani una speranza nascerà,
perché chi cade cento volte poi si rialzerà.
Ponte
Un giorno in una piazzetta, sotto un vecchio lampion,
Marietto incontra altri zoppi nella stessa situazion,
chi ha il ginocchio malandato, chi la schiena che non va,
chi cammina lentamente ma la voglia ancora ce l'ha.
E scoprirono ridendo una grandissima verità:
che di Marietto a Venezia ce n'erano in quantità!
Mille, diecimila, forse più, da Murano alla città,
tutti stanchi dei dispetti della modernità.
Finale epico
Nacque allora un grande esercito, senza spade e senza re,
solo stampelle e bastoni portati con gran perché,
l'Esercito degli Zoppi, con pazienza e volontà,
per difendere Venezia e la sua vivibilità.
Raddrizzeremo i torti, dicevano in coro già,
ridaremo un po' di spazio a chi qui vive la città,
e Marietto alzò il bastone verso il cielo che brillò:
"Se Venezia è un po' più zoppa, insieme guarirà però!"
Ultimo ritornello
Come è zoppa Venezia, ma non finirà così,
c'è un esercito che avanza lentamente da qui,
con il passo un po' incerto ma con grande dignità,
per difendere ogni ponte e la sua comunità.
Come è zoppa Venezia, ma nel cuore resterà,
la città dei suoi abitanti e della loro libertà,
e Marietto ride forte mentre il sole scenderà:
"Chi va piano forse è zoppo... ma lontano arriverà!"