Lyrics
Caro babbo, ti scrivo con l’indirizzo del cielo,
come allora ti cercavo tornando da scuola,
quando io e la mamma contavamo i minuti
e tu arrivavi stanco, ma col passo leggero.
Eravamo in tre, e bastava la sera
per sentirci una casa, un respiro completo.
Poi vennero i miei fratelli e mia sorella,
e la famiglia si allargò come un campo d’estate:
nessun grido, nessun muro,
solo il tuo sguardo che rimetteva ordine al mondo.
A quindici anni ho iniziato a starti accanto,
nel lavoro che puzzava di ferro e di terra.
Mi insegnasti a tenermi diritto tra gli uomini,
a parlare piano, a non tradire la parola,
e quando inciampavo in un dubbio qualunque
eri tu il porto che scioglieva le vele.
Anche al militare cercavo la tua voce,
ti raccontavo la notte e le chiamate improvvise,
e tu ascoltavi senza farmi domande,
come fanno i padri che sanno già tutto
e non hanno bisogno di dire “torna presto”.
Poi sei stato con me fino alla pensione,
e negli ultimi anni cambiavano i ruoli:
davo una mano a te, come tu l’avevi data a me
quando ero un ragazzo che imparava il mestiere.
E anche dopo sposato passavo ogni sera,
solo per vedere se il tuo passo era fermo.
Finché un pomeriggio, in silenzio, sei caduto altrove,
e a me si è spento il punto più caldo della vita.
Per mesi ho fatto finta che fosse un errore,
che bastasse entrare per sentirti tossire,
perché certe assenze sono un vestito pesante
che il corpo non vuole indossare subito.
Poi ho portato tutto il bene da mamma,
come un’eredità che non sapevo custodire.
Ma il tuo ricordo, babbo, è una traccia profonda,
un solco che il tempo non sa cancellare.
E ogni giorno, in silenzio,
spero che un’ora lontana mi riporti a guardarti,
caro babbo mio.
Style of Music
Pop, emotional, Female Voice, 60-80 BPM