歌詞
Nel regno dove il sistema tene
le botteghe in sacro girar,
la versione Sette Punto Zero
facea ben tutto funcionar.
Ma un segno apparve, lieve e uguale,
scritto in alto, senza clangor:
“Nova versiòn è già forgiata,
Sette Punto Uno ha nome ancor.”
Nessun bando fu proclamato,
nessun corno udì la città,
il Cantor del Reame tacque,
e il messaggio solo restò.
Poi il popolo iniziò a bussare
alle porte dei guaritor,
non per guasto né per rovina,
ma per timor e confusïon.
“Che dobbiamo far, o sapienti?
Dobbiam mutar ciò che già va?”
Ma risposta chiara non v’era,
ché nessun lo sapeva in verità.
Allor partì la prima lettera,
scritta in fretta, senza prova.
Portava il segno del cammino,
ma la strada non dava alcuna cosa.
Si preme il sigillo, si attende il dono,
ma nulla scende dal ciel giù:
non errore, non rifiuto,
solo attesa che non finì più.
La folla s’irritò nel petto,
come brace sotto la cenere scur.
E giunse allora la seconda lettera,
con nuova via e nuovo error.
Del carro giusto mostrava il nome,
ma al carro sbagliato guidò.
Chi partì non seppe dove fosse,
chi restò non seppe perché no.
Così ogni uomo era in un luogo,
e nessun nel luogo corretto.
E i guaritori, stanchi e muti,
reggevano il peso dell’odio diretto.
Giorno e notte rispondevano,
con parole giuste ma vane,
ché ogni errore nato lontano
giungeva a loro come lame.
E il sistema?
Ah, il sistema viveva ancora.
Non cadde, non urlò, non morì.
Funzionava,
mentre il regno si spezzava piano,
senza fiamme,
senza nemici
da poter fuggir.
Dicono oggi i pochi rimasti,
a voce bassa, senza onor:
“Bastava un canto fatto bene,
prima che iniziasse l’error.”
Ma l’avviso ancora compare,
cortese, uguale, senza pietà,
come un monito antico e paziente
che nessuno ascolterà.
音楽のスタイル
Traditional Folk, Gregorian Chant, Mystery, Alto Profondo, 80-120 BPM