Testi
Venezia mia, che dormi sopra il mare,
tra muri stanchi e gondole a oscillare,
Tra calli strette e il vento di novembre,
e certe notti sembri voler piangere.
La gente corre dietro al suo destino,
tra vaporetti pieni di turisti ed un delfino,
e tu resisti ancora lentamente,
con il tuo cuore fragile e splendente.
Ritornello
Ma quando sono lontano da te,
mi manca il cielo sopra i tetti e i tuoi caffè,
mi manca il sale dentro la marea,
la nebbia bianca sopra la laguna mia.
Venezia, amore pieno di malinconia,
sei bella e disperata, anima mia,
e anche se a volte fai soffrire chi ti ama,
resti per sempre l’isola mia.
Strofa 2
Ci sono giorni in cui ti vorrei lasciare,
quando la vita qui diventa mare da attraversare,
gli affitti alti, i ponti da salire,
e mille sogni che fanno fatica a respirare.
Ma poi ritorna il suono delle onde,
La luna innamorata illumina le tue sponde,
un vecchio amico che saluta sopra la fondamenta,
e il cuore piano piano si rallenta.
Ritornello
Perché quando sono lontano da te,
mi manca il sole rosso sopra il Bacàn e i caffè,
mi manca il freddo dentro la bora scura,
e quel silenzio antico che ancora mi cura.
Venezia, fragile poesia,
sei una ferita piena di magia,
e anche se il mondo ti consuma ogni giorno un po’,
tu resti sempre casa mia.
Bridge
E forse chi non nasce dentro l’acqua
non può capire questa nostalgia,
questo dolore dolce che mi porto dentro,
quando il treno parte via.
Finale
Venezia mia, eterna innamorata,
sei complicata, stanca e consumata,
ma se nel mondo io mi sento perso ormai,
basta il tuo nome… e torno sempre da te, lo sai,
Perché nel cuore, ovunque andrò,
la mia isola sarai.