Cominciò con i cavalli, neve alta e ghiaccio, patti chiari, fieno fresco — e tutto a posto, stalliere lontano, che vita da straccio, la moto sempre accesa — lui pure col cappotto. Poi tombini e zanzare, tuta e maschera in faccia, il supereroe che nessuno mai ringrazia, quindi il pesce a Bologna — bella soddisfazione — finché il capo se n'è innamorato — arrivederci e grazie — del pakistano. Notti al forno, farina dappertutto, di giorno e di notte — stanco ma mai distrutto.
Ora la moto taglia la nebbia all'alba, la pianura lo inghiotte e lo risputa dall'altra parte, Minerbio lo aspetta — la campagna lo ricalca — Michele arriva, spegne il motore, e riparte.