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(Strofa 1 - L'inizio del dramma)Siamo partiti carichi di gloria,quattro guaglioni pronti a fare la storia.Ma dopo un'ora di cammino vero,il panorama è diventato nero Christian piange, dice «Chi m’o bba ffà»,tiene tre vesciche grandi quanto a una città.(Strofa 2 - Il peso del peccato)Lo zaino pesa più di un grosso fardello,ci sta pure il gel per farsi il capello.Potevamo andare a Ibíza a ballare,e invece qua stiamo solo a ruzzolare.La "conchiglia" sul petto sembra un lumino,mentre cerchiamo un baretto col vino.(Ritornello - Esplosione alla Sal Da Vinci)E camminiamo con lo zaino sulle spalle,ci fanno male pure le farfalle!Santiago è lontana, non arriva mai,quattro scemi a piedi in mezzo ai guai!Salva le nostre anime da questo cammino,vogliamo un taxi, un letto e un panino!Gesù mio aiutaci, dacci una mano,marco guida, Claudia cammina, Christian implora, elisa in sordina(Strofa 3 - La notte nell'ostello)Arriviamo all'albergue che siamo distrutti,puzza di piedi, russano tutti.Marco russa in codice morse,io le mie gambe le ho perse, forse.Il diaro di viaggio è un bollettino medico,domani un altro giorno, un nuovo inizio(Ritornello - Con il massimo del pathos napoletano)E camminiamo con lo zaino sulle spalle,ci fanno male pure le farfalle!Santiago è lontana, non arriva mai,quattro scemi a piedi in mezzo ai guai!Salva le nostre anime da questo cammino,vogliamo un taxi, un letto e un panino!(Finale - Sfumando con finta disperazione)Ultreya... Suseya... Quattro amici... quattro zaini... e una freccia gialla...Ma la schiena mia... ormai balla...Santiago... aspettaci...arriviamo te lo dico in toscano, barcollo ma non mollo, ci stenderemo davanti alla cattedrale, la credenziale piena di timbri e storia, con la compustela in mano... Ci guardiamo intorno, pellegrini provenienti da ogni regione questo fa aumentare la nostra soddisfazione.