avevi sessant'anni e sostavi sempre con discrezione in quell'angolo di città alla solita ora dalle dodici alle diciotto puntuale come un big beng gli studenti ti chiedevano consigli sulla geometria e tu davi le formule giuste ogni monetina che tu ricevevi la donavi ad altri clochard quanto ci manchi grande comandante perché ti chiamavano così comandante di quell'angolo di città avevi sessant'anni e mi ricordo la tua lunga barba bianca i tuoi sandali che non avevano stagione il tuo volto rosa e bianco segnato dal freddo di Natale e dalla pioggia autunnale mi manchi clochard mancano le tue orme in quel parco cittadino dove tu dormivi e davi lezioni di vita ai giovani mi manchi clochard poi la pallottola esplosa da chissà chi che ti ha chiuso gli occhi per sempre che ha spento la tua saggezza la tua cultura mi manchi comandante quell'angolo di città oggi è solo un misto di cemento e sassi